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Veltroni: un candidato a fuoco lento

Il mio barattolo di nutella è finito e con esso la mia sbornia veltroniana. E' il candidato principe da poche settimane, ma già si capisce con che fuoco verrà cucinato.

Pierluigi Cuordiconiglio, probabilmente il ministro più sopravvalutato nella storia repubblicana, dichiara che non si candida, ma non si rassegna nemmeno a fare il "feudatario".  Rutelli con il suo manipolo di "coraggiosi" detta le sue linee programmatiche, ma non ci mette la faccia: basta quella di Veltroni. Che poi il primo suggerisca candidature variabili e il secondo dichiari "un deciso sostegno all'attuale governo", sono dettagli.

Il sindaco di tutti mette tutti d'accordo: vada avanti lui, ci salvi le chiappe e, soprattutto, il nostro modo di fare politica: le dichiarazioni al vento; il titolone sul giornale, ma va bene pure il titolino; il perenne smarcarsi dal collega di partito; la dura lotta per la visibilità; un bordello continuo e, soprattutto, una linea politica improvvisata sul momento, non discussa e non votata. E' già, perchè i voti li ha tutti Veltroni.

Quel che è peggio è che Lui ci sta. Si prepara volenteroso a fare la fine di Prodi.

Io, invece, sostengo apertamente la candidatura della Rosy, che è poi quella che mi convinse con in fatti dell'imprescindibile necessità del partito democratico, che è una che parla chiaro ed è della mia stessa scuola.




Pubblicato il 24/7/2007 alle 0.13 nella rubrica note di politologia.

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