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Il bilancio in pareggio uccide

e mi toglie pure il sonno.

Mr. Blair avrà pure rovesciato vagonate di sterline sui servizi sanitari e sociali nazionali, ma nel profondo sud londinese non se ne è profumato nemmeno un penny. Anzi, qui si rattoppano i gomiti, si tagliano gli orli lisi, si rivolta la giacca. E' bracconaggio allo spreco; i fondi sono contati al centesimo; misurati al millimetro; se prendi un oncia ai fianchi, nelle braghe non ci entri più.

Così può succedere che uno venga mandato in una bella struttura che è ancora pimpante. Gli danno una bella cameretta al secondo piano, un assegno di mantenimento e un biglietto di buona fortuna. Può succedere che anche per questo qualcuno passino gli anni, le scale si fanno ogni giorno più scoscese, il passo più incerto. Può succedere, perfino, che chi in quella bella struttura ci lavora, se ne accorga, del problema, organizzi riunioni, raduni esperti e chieda a gran voce di trasferire il nostro qualcuno in un posto più adeguato. Succede anche che i servizi sociali suggeriscano, per tutta risposta, di mandarlo ad un corso di ginnastica: 75 anni, osteoporosi, a fare ginnastica (sic).

Ma, si sa, adoriamo tutti un unico dio: il bilancio in pareggio; e un letto in geriatria è una bestemmia.

Così succede che una sera, il nostro anziano disabile arrivi all'ultimo maledetto scalino e proprio non ce la faccia. Ansima, si appende al corrimano, decide di sedersi. Ma è grasso, e la chiappa sinistra sul gradino non ci sta. Traditrice lo sbilancia.

Lui si fa 24 scalini a capriole. Io oggi ho acceso una candela alla Madonna.

Pubblicato il 22/7/2007 alle 21.37 nella rubrica the hard life at 14b.

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