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This is England: il loop da uxbridge a moor park

Una tappa di transizione, come quelle che si fanno al Tour: si abbandonano le grandi acque di Londra ovest e si mette piede nelle grandi foreste di Londra nord.

Verso Uxbridge si affollano nella metro orde di hooligans, con moglie e figli, proprio secondo l'uso barbarico, che si dirigono verso il Nuovo Wembley, per non so quale inutile partita di pallone. La metro viaggia pure all'aperto e mi regala, perfino una vista panoramica di questa sorta di cattedrale neopagana. Esco all'ultima fermata, dove i normanni se ne stanno incolonnati davanti alle biglietterie. La massima espressione di britannicità è, infatti, starsene in coda. Fanno la coda per tutto: la disco, il bancomat, l'autobus, per sport e per passione. Se, quindi, vi state facendo un giro turistico notturno per Manchester e venite addocchiati da un manipolo di skinheads, come questi, mettetevi in cosa davanti al primo fish&chips che trovate e magari vi salvate perfino la pelle.

Intanto, però, si parte dal pub lealista "La Corona e lo Scettro", a cui risponde pochi passi oltre quello giacobino "La Corona e il Trattato", che, secondo la mia guida, ospitò delle trattative tra il parlamento e Carlo I, che finirono esattamente come la più italiana delle bicamerali: con un nulla di fatto. Poi si costeggia il Grand Union Canal, fino a Hillingdon. Lì, con un sospiro di sollievo, curvo a sinistra e incomincio a salire. Tra canale e collina c'è anche una vecchia fabbrica di rame. Leggenda vuole che la cupola di San Paolo, la cattedrale dell'Inghilterra cattolica, venga proprio da lì. Oltre la collina, c'è la foresta. E' solo la prima, ma dopo la pioggia interminabile di quest'estate è più odorosa che mai.

I colori sono nascosti dalle nuvole, gli odori rimbalzano al ritmo delle gocce, dalle foglie e dall'erba, dalla terra e dalla corteggia in aria. I sapori lacustri, di alghe e pesci e libellule, svaniscono coperti dal legno bruciato e dai prati, dal fieno, dalla segatura e dai funghi e da ranuncoli. Non piove durante tutto il percorso ma l'atmosfera è carica di pioggia. L'acqua proprio non mi vuole abbandonare. Io, però, raggiungo Moor Park, attraverso un isolato di villoni, roba da filthy rich e terribilmente parvenues. La stazione è nascosta dal bosco e io lì mi imbuco.

Pubblicato il 17/7/2007 alle 15.29 nella rubrica london calling.

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