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Il culo di londra: il loop da west wickham a hamsey green

Dopo aver attraversato la società londinese nelle sue stratificazioni, nel tempo, storico e metereologico, e nello spazio, la quarta tappa del london loop si dimostra un po' pallosetta, se non fosse per la sorpresa a metà percorso. è una sorta di ricapitolazione, un bignami del sud londinese, un minestrone senza carattere, se non fosse per quella spezia insolita ed esotica.

C'è la chiesa anglicana con il suo cimitero, proprio dove passa il meridiano di greenwich. C'è il campo da rugby. C'è la foresta, abitata da quel tipo di fatine fastidiose che ti bisbigliano nelle orecchie mentre cammini, ma si zittiscono appena ti fermi e ricominciano appena riparti. In mezzo alla foresta c'è anche il cartello che ci indica quando manca a Kingston (on the Thames) e quanta strada ci siamo lasciati alle spalle. C'è naturalmente il campo da golf, autentica maledizione di tutti i viandanti d'Inghilterra, che mi costringe ad attraversare una natura, addomestica come se fosse un barboncino, di fretta, con il ridicolo terrore di venire atterrato da un pallina da golf. Poi ci sono le fattorie e le colline. Tutto già visto, già assaporato.

Ma in mezzo a tutto questo, c'è londra che mostra il suo placido culo. si scala una ripida collina, qualche metro di dislivello. poi uno spettacolo a cui il mio povero cellulare non riesce a rendere merito. Si vede croydon, ma pure a guardare lontano, se si aguzza l'occhio si scorgono le torri di vetro, sempre illuminate anche quando sono deserte della nuova babilonia, quelle di canary wharf. Solo cinquant'anni fa lì ci stavano i camalli, ora sono stati soppiantati dai broker finanziari, con un colpo di clic.

La tappa finisce ad hamsey green, sperduto che non sembra nemmeno di essere a londra. e splende perfino il sole.


Pubblicato il 20/3/2007 alle 12.18 nella rubrica london calling.

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