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Gomorra: Napoli come Mogadiscio

Qualche post più sotto avevo scritto che Napoli funziona. Avevo anche descritto Napoli come una società statica, clientelare, patriarcale, premoderna, precapitalistica. Naturalmente, mi sbagliavo. Quella è solo il guscio. Dentro è tutto diverso. Il guscio lo rompe Saviano e ci mostra la polpa con un libro che non si può mai consigliare abbastanza.

Dentro non è che l'altra faccia del capitalismo. Anzi, è il capitalismo allo stato più puro, quello ancora non domato dai legacci dell'autorità pubblica, quello turbo, selvaggio e globale che sa tanto di neoliberismo. Il profitto fa premio su tutto, sulla vita e sulla morte, sulla punta dei kalashnikov. La notizia più angosciante è che non esiste il capitalismo pulito senza quello spietato. Illuminata dal sole, l'economia legale non può che proiettare un'economia ombra. Sembra una valvola di sfogo, senza la quale tutto il sistema esploderebbe. Sfruttamento e violenza, sempre a cavallo tra legalità, ingiustizia, guerra e sviluppo, forniscono la flessibilità ad un sistema economico incancrenito dallo stato sociale.

Così Napoli è come Mogadiscio, nel cui deserto vengono sepolti i nostri rifuti; è come Rio, dove la produzione di cocaina ha come indotto l'industria chimica brasliana e quella militare americana; è come Kisangani e Lumumbashi, dove si scava praticamente a mani nude il coltan dei nostri computer e si raccolgono i diamanti che verranno contrabbandati fuori dal Congo per poi essere rivenduti, puliti e innocenti, con marchio ugandese o zambiano. Sono catene di produzioni globali, con molti anelli che vanno nascosti e dimenticati. Il vestito di Angelina Jolie, la collana di Camilla Parker Bowles, il cellulare del Brigante.

Gomorra, la camorra, la guerra: qualche illustre economista liberale vi spiegherà che è colpa della corruzione; qualcuno meno sofisticato magari vi spiegherà che sono neri e terroni; io credevo che fosse la storia del mondo prima della rivoluzione industriale; Saviano ha mostrato che, invece, sono solo la sedia su cui ci sediamo.

Pubblicato il 8/2/2007 alle 23.40 nella rubrica rubrica in via di sviluppo.

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