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the fly

Little Fly,
Thy summer's play
My thoughtless hand
Has brushed away.

Am not I
A fly like thee?
Or art not thou
A man like me?

For I dance
And drink and sing,
Till some blind hand
Shall brush my wing.

If thought is life
And strength and breath,
And the want
Of thought is death,

Then am I
A happy fly,
If I live
Or if I die.

william blake

<

"La sinistra, e in particolare quella
massimalista,
propone di rendere
uguali il figlio del professionista
e il figlio dell'operaio"
(Berlusconi, 3 Aprile 2006)


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ECONOMIA
29 luglio 2007
Luddismo e lavoro sociale
Qualche settimana fa ho preso la macchina della ditta per andare a fare la spesa. Un enorme van della toyota con cambio automatico e guida, ovviamente, a sinistra. Sono un pessimo pilota, cosa che ho ripetuto con una certa ostinazione al mio capo, che, però, ripone molta fiducia in me (e che io mi preoccupo di tanto in tanto di tradire). Alla fine, insomma, mi sono messo la volante.

E negli stretti parcheggi del supermercato ho centrato una colonna di cemento armato con la fiancata dell'auto aziendale. Non chiedetemi come ho fatto, ma l'ho fatto.

Oltre alle risate e alle prese per il sedere dei colleghi, la cosa mi ha lasciato con un vago e persistente senso di colpa. Fino all'altro ieri. Quando ho realizzato che la toyota in questione è un mezzo di produzione. In particolare, è un mezzo di produzione attraverso il quale il  mio plusvalore viene estratto e incamerato (nel mio caso dallo stato britannico). Insomma, il macchinone è il veicolo del mio sfruttamento.

E quindi: in monega i sensi di colpa! mille di questi incidenti!

SOCIETA'
27 luglio 2007
Pensareinprofondo e l'ultimo dei black bloc
Quando Ladytux si dimise dall'incarico di redattrice, i superstiti nella stanza dei bottoni decisero di sostituirla con il primo dei non eletti nella relativa tornata elettorale. Sarà che il figuro in questione era l'orrido The Haunter, sta di fatto che si scatenò un bordello. Un manipolo di black bloc kilombisti (io incluso, ma con moderazione) gridarono all'e-golpe, e-scandalo e-etc.

Tra questi coraggiosi incappucciati c'era anche, e non poteva essere altrimenti, Pensareinprofondo, blogger da sempre molto attivo nella lotta di classe kilombista e che definì la decisione della redazione "moderatamente democratica. Come la vasellina che è moderatamente utile per penetrazioni invasive e dolorose." Ragionevolmente Pensareinprofondo riteneva fosse urgente una veloce consultazione democratica per legittimare una simile decisione, così pregna di significato e gravida di conseguenze.

La redazione, che, come è noto, indossa mutande d'acciaio, non rispose con un'arzigogolata missiva, ma con la dura realtà dei fatti. Alle dimissioni di Spartacus, applicò lo stesso (sbagliatissimo) principio e offrì l'incarico allo stesso Pensareinprofondo, che con il senso di responsabilità che non ci si può non aspettare da un kilombista, decise di mettere da parte le sue obiezioni procedurali e per il bene della comunità accettare l'onore e la fastidiosa incombenza di essere redattore ( di doversi sciroppare le discussioni tra quei noiosoni con tendenze à la Torquemada, che sono gli altri 4). Io, che so cosa vuol dire, non posso che ringraziarlo per lo spirito di sacrificio e la maturità dimostrata.

E se pure questo non bastasse, il suo fulgido esempio di responsabilità ha evidentemente fatto breccia. Questa volta non è stato lanciato l'allarme per la democrazia in pericolo e il parlamento in fiamme. Tutti in silenzio.

Evidentemente sono rimasto solo io. con il sanpietrino in mano, l'ultimo dei black bloc.


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POLITICA
24 luglio 2007
Veltroni: un candidato a fuoco lento
Il mio barattolo di nutella è finito e con esso la mia sbornia veltroniana. E' il candidato principe da poche settimane, ma già si capisce con che fuoco verrà cucinato.

Pierluigi Cuordiconiglio, probabilmente il ministro più sopravvalutato nella storia repubblicana, dichiara che non si candida, ma non si rassegna nemmeno a fare il "feudatario".  Rutelli con il suo manipolo di "coraggiosi" detta le sue linee programmatiche, ma non ci mette la faccia: basta quella di Veltroni. Che poi il primo suggerisca candidature variabili e il secondo dichiari "un deciso sostegno all'attuale governo", sono dettagli.

Il sindaco di tutti mette tutti d'accordo: vada avanti lui, ci salvi le chiappe e, soprattutto, il nostro modo di fare politica: le dichiarazioni al vento; il titolone sul giornale, ma va bene pure il titolino; il perenne smarcarsi dal collega di partito; la dura lotta per la visibilità; un bordello continuo e, soprattutto, una linea politica improvvisata sul momento, non discussa e non votata. E' già, perchè i voti li ha tutti Veltroni.

Quel che è peggio è che Lui ci sta. Si prepara volenteroso a fare la fine di Prodi.

Io, invece, sostengo apertamente la candidatura della Rosy, che è poi quella che mi convinse con in fatti dell'imprescindibile necessità del partito democratico, che è una che parla chiaro ed è della mia stessa scuola.





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ECONOMIA
22 luglio 2007
Il bilancio in pareggio uccide
e mi toglie pure il sonno.

Mr. Blair avrà pure rovesciato vagonate di sterline sui servizi sanitari e sociali nazionali, ma nel profondo sud londinese non se ne è profumato nemmeno un penny. Anzi, qui si rattoppano i gomiti, si tagliano gli orli lisi, si rivolta la giacca. E' bracconaggio allo spreco; i fondi sono contati al centesimo; misurati al millimetro; se prendi un oncia ai fianchi, nelle braghe non ci entri più.

Così può succedere che uno venga mandato in una bella struttura che è ancora pimpante. Gli danno una bella cameretta al secondo piano, un assegno di mantenimento e un biglietto di buona fortuna. Può succedere che anche per questo qualcuno passino gli anni, le scale si fanno ogni giorno più scoscese, il passo più incerto. Può succedere, perfino, che chi in quella bella struttura ci lavora, se ne accorga, del problema, organizzi riunioni, raduni esperti e chieda a gran voce di trasferire il nostro qualcuno in un posto più adeguato. Succede anche che i servizi sociali suggeriscano, per tutta risposta, di mandarlo ad un corso di ginnastica: 75 anni, osteoporosi, a fare ginnastica (sic).

Ma, si sa, adoriamo tutti un unico dio: il bilancio in pareggio; e un letto in geriatria è una bestemmia.

Così succede che una sera, il nostro anziano disabile arrivi all'ultimo maledetto scalino e proprio non ce la faccia. Ansima, si appende al corrimano, decide di sedersi. Ma è grasso, e la chiappa sinistra sul gradino non ci sta. Traditrice lo sbilancia.

Lui si fa 24 scalini a capriole. Io oggi ho acceso una candela alla Madonna.

VIAGGI
17 luglio 2007
This is England: il loop da uxbridge a moor park
Una tappa di transizione, come quelle che si fanno al Tour: si abbandonano le grandi acque di Londra ovest e si mette piede nelle grandi foreste di Londra nord.

Verso Uxbridge si affollano nella metro orde di hooligans, con moglie e figli, proprio secondo l'uso barbarico, che si dirigono verso il Nuovo Wembley, per non so quale inutile partita di pallone. La metro viaggia pure all'aperto e mi regala, perfino una vista panoramica di questa sorta di cattedrale neopagana. Esco all'ultima fermata, dove i normanni se ne stanno incolonnati davanti alle biglietterie. La massima espressione di britannicità è, infatti, starsene in coda. Fanno la coda per tutto: la disco, il bancomat, l'autobus, per sport e per passione. Se, quindi, vi state facendo un giro turistico notturno per Manchester e venite addocchiati da un manipolo di skinheads, come questi, mettetevi in cosa davanti al primo fish&chips che trovate e magari vi salvate perfino la pelle.

Intanto, però, si parte dal pub lealista "La Corona e lo Scettro", a cui risponde pochi passi oltre quello giacobino "La Corona e il Trattato", che, secondo la mia guida, ospitò delle trattative tra il parlamento e Carlo I, che finirono esattamente come la più italiana delle bicamerali: con un nulla di fatto. Poi si costeggia il Grand Union Canal, fino a Hillingdon. Lì, con un sospiro di sollievo, curvo a sinistra e incomincio a salire. Tra canale e collina c'è anche una vecchia fabbrica di rame. Leggenda vuole che la cupola di San Paolo, la cattedrale dell'Inghilterra cattolica, venga proprio da lì. Oltre la collina, c'è la foresta. E' solo la prima, ma dopo la pioggia interminabile di quest'estate è più odorosa che mai.

I colori sono nascosti dalle nuvole, gli odori rimbalzano al ritmo delle gocce, dalle foglie e dall'erba, dalla terra e dalla corteggia in aria. I sapori lacustri, di alghe e pesci e libellule, svaniscono coperti dal legno bruciato e dai prati, dal fieno, dalla segatura e dai funghi e da ranuncoli. Non piove durante tutto il percorso ma l'atmosfera è carica di pioggia. L'acqua proprio non mi vuole abbandonare. Io, però, raggiungo Moor Park, attraverso un isolato di villoni, roba da filthy rich e terribilmente parvenues. La stazione è nascosta dal bosco e io lì mi imbuco.

SOCIETA'
12 luglio 2007
E-golpe, e-referendum ed e-cordata
1) Mettiamo subito in chiaro una cosa: non sopporto uno (dico uno) di questi novelli boris eltsin a difesa del parlamento. e i toni melodrammatici con cui hanno dato il via alla polemica conferma puntualmente la giustezza della mia antipatia.

2) Sono però felice che i buzzurroni di kilombo abbiano tanto a cuore quell'esperimento di democrazia virtuale che è kilombo da impuntarsi sulla vicenda del nuovo redattore. e se la gazzarra è stata fatta per qualche contatto in più, ciò non toglio che il tema sia quello giusto e che, con la fantasia che hanno, se ne sarebbero potuti trovare uno squallido e truculento.

3) Visti chi sono i difensori del palazzo d'inverno, rimango veramente di stucco nel constatare che, in punta di diritto, hanno perfettamente ragione: visto che in kilombo la "sovranità" risiede di nome e di fatto nel collettivo e che la redazione è solo un organo esecutivo, con limitati poteri interpretativi, quando si verifica un "vuoto normativo" la decisione la deve prendere il primo e non il secondo.

4) Considerato pure che c'è un refendum in programma tra due settimane e che lo stato italiano paga una lussuosa borsa di ricerca all'estero perchè il Migliore si dedichi a tempo pieno a sedare la e-guerriglia kilombista (che agli hezbollah fa, per l'appunto, un baffo), si potrebbe porre la questione a referendum, come propone supra, lasciando momentaneamente la redazione a 4 (non scordiamoci dello scioperante!) e preparando una bella lenzuolata di quesiti nella nostra migliore tradizione nazionale.

5) Sugli altri quesiti referendari, da buon cattolico adulto, dopo adeguato discernimento, credo che voterò un bel no. le proposte sono:

- un emendamento per dichiararsi contro ad ogni tentativo autoritario. io agli amici castristi provo affetto e non vorrei che si trovassero fuori posto in kilombo. quindi no.

- si propone una zona franca per i post molto scorretti. una sorta di spilla da attaccarsi al petto, una versione di sinistra degli "asbos" laburisti. sono contrario sia agli uni che agli altri e la proposta non risolve il problema della responsabilità del provider. quindi no.

- chi propone un'espulsione deve farlo pubblicamente, con e-nome e e-cognome. no e ancora no. la responsabilità per l'avvio di una procedura di espulsione è della redazione, è lei che verifica se le motivazioni sono sensate e degne di essere poste all'attenzione dei kilombisti. questa proposta sposterebbe l'attenzione sul "denunciante", con la solita personalizzazione della polemica. quindi no.

6) Non mi resta che notare che, mentre Francesco Costa non si è ancora espresso, il liberale Supramonte è uno dei promotori del referendum, insieme a quel bolscevico di Korvo rosso. Mentre io sono contrario, oltre a dover dar ragione a quel ingozzatonache di Strayker. La e-cordata finisce quindi qui. Propongo quindi una cena di commemorazione.




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permalink | inviato da kamau il 12/7/2007 alle 20:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
POLITICA
11 luglio 2007
Chavez!
E' uscito il nuovo documentario di John Pilger: War on Democracy! Parla di quello di cui Pilger parla sempre, e cioè di quanto gli USA siano cattivi + di Hugo Chavez. Guardatevelo voi, e poi raccontatemi. Io da un po' di tempo a questa parte ho dei problemi con il giornalismo britannico.

Tutta altra cosa è il documentario di Quico Toro, autore del blog Caracas Chronicles . Lui sarà anche un reazionario borghese, il video sarà artigianale, ma almeno fa lo sforzo di mostrarci la complessità della situazione venezuelana. Un grande lavoro da gustare tutto d'un fiato.

E visto che ci siete leggetevi pure i commenti al post. Illuminanti.
Se la rivoluzione chavista vi sta proprio a cuore, l'ultima segnalazione è il botta e risposta tra Julia Buxton e Quico

SOCIETA'
9 luglio 2007
La nuova frontiera del politicamente corretto
La Ditta mi ha prontamente spedito al corso "Gestire la Diversità". Una volta lo chiamavano "Uguali Opportunità", ma pare che questa espressione non vada poi così bene. Di fatto penso si trattasse di un corso di recupero per dipendenti politicamente scorretti. La cosa più interessante che ho imparato è stato che l'espressione "brain storming" è "out", perchè offende la sensibilità degli epilettici. Per il resto non penso di aver ottenuto i risultati che il mio capo si augurava.

Ecco infatti le mie riflessioni post-formazione:


In principio erano gli spastici, poi sono venuti gli handicappati, i disabili e i diversabili. Qui ora si dice "persons with learning disabilities". Ma siamo in attesa della prossima evoluzione lessicale. Il progresso del linguaggio verso un mondo più giusto, uguale, bello e libero è inarrestabile. Peccato che la realtà arranchi sempre dietro.

Anzi, la realtà riacciuffa sempre il linguaggio, se ne riappropria, ne riporta le immaginifiche evoluzioni alla realtà dei fatti. Il termine spastico non è spregiativo in sè. Lo è spasticismo è un dato di fatto, è una cosa vera, che esiste ed è sotto gli occhi di tutti. Spastico diventa spregiativo nel momento in cui chi lo pronuncia rende molto chiara la sua opinione sull'essere spastico. Gli inventori di linguaggio possono allora escogitare mille altre espressioni, possono limare parole e concetti a piacimento e imporre un nuovo paradigma lessicale. Il nuovo significante, diventato mainstream, viene immancabilmente ricondotto al suo significato e storpiato in uno spregiativo.

E già i bambini si insultano a vicenda dicendosi: "ma che sei disabile (=handicap=spastico=mongoloide)?"

Che serve questa fatica di sisifo, se non a riscrivere i libri di testo. Tanto vale appuntarsi l'insulto al petto, usarlo, farne una questione di identità. "Sono uno spastico e sono orgoglioso di esserlo, fanculo!". Il politicamente corretto è cosmesi della realtà, e per questo ingannevole, fuorviante, inutile. Noi la realtà la vogliamo brutta com'è, perchè come diceva perfino sun tzu, il nemico bisogna conoscerlo bene per vincerlo.



LAVORO
4 luglio 2007
Equal Opportunities:
"Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni". Qualcuno ne sa dare una definizione migliore?

O non si dica poi che il mio datore di lavoro non è di sinistra!

SOCIETA'
3 luglio 2007
Buonismi Cazzuti
Caschi bianchi contro le forze del male e, soprattutto, nella rete:

Marco ha curato "Micro-historias - Santiago del Cile vista da 8 caschi bianchi"

"Le micro-storie di questo libro sono dei flash, delle immagini della Santiago che abbiamo vissuto per 10 mesi, dal novembre 2005 al settembre 2006. È la nostra Santiago, quella di tutti i giorni, la capitale di un paese che durante questo periodo ha vissuto grandi cambiamenti: dall'elezione, per la prima volta nella storia del Cile, di una donna alla presidenza, allo smantellamento della più grande baraccopoli cilena; dagli scioperi della fame degli indios mapuche alle manifestazioni degli studenti delle scuole secondarie; dalle micros amarillas al Plan Transantiago, passaggio raccontatoci dai cantori urbani ed artisti di strada, dai venditori ambulanti o dagli stessi autisti di questi mezzi pubblici amati ed odiati al tempo stesso."

Gian Paolo vive in una baraccopoli a Nairobi:

"“Speriamo non piova” gli dico “I lampi non sempre promettono bene”. “Hai altre batterie per la torcia?” mi chiede. “Si’ tieni, hai preso il rungu (manganello)”. “Certo, andiamo!” Salutiamo gli altri e Muaneki ci apre il portone per uscire. La strada di fronte a noi e’ deserta e sembra cosi’ strano, perche’ durante tutto il pomeriggio era piena di bimbi e della loro allegria. Tutto e’ marrone, grigio e arancione, gioco di ombre e luci del grande faro che illumine Soweto di notte."

Matteo sta ancora in mezzo alla guerra del Nord Uganda:

"Bene, come l’anno scorso anche questa volta noi si andrà a fare visita al politico dell’area più in vista. In realtà è il politico di più alto grado che possiamo raggiungere a Gulu.
Si chiama Norbert Mao ed è l’LC5 (il capo del consiglio regionale) il presidente della regione di Gulu."


Luigi, che non è un casco bianco, ma è uno buono lo stesso, continua a fare campagna per Letizia, no, non la Moratti:

" Dal settembre 2006 comincia a frequentare la Scuola dell’Infanzia e tutto sembra avviarsi a una normale fanciullezza quando alla vigilia del Natale scorso viene colpita da convulsioni febbrili che si ripeteranno all’inizio del 2007. Gli effetti delle convulsioni sembrano non lasciare traccia se non in una persistente perdita di equilibrio estemporanea e senso di spossatezza, giustificabili con l’assunzione di Valium durante le cure ma che a distanza di tempo, fine gennaio inizio febbraio,non terminano anzi si accentuano costringendo i genitori a rivolgersi al San Raffaele di Cassino dove vengono prescritti subito accertamenti particolareggiati e atti a scoprire in varie tappe e passando per vari ospedali una terribile diagnosi."



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