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the fly

Little Fly,
Thy summer's play
My thoughtless hand
Has brushed away.

Am not I
A fly like thee?
Or art not thou
A man like me?

For I dance
And drink and sing,
Till some blind hand
Shall brush my wing.

If thought is life
And strength and breath,
And the want
Of thought is death,

Then am I
A happy fly,
If I live
Or if I die.

william blake

<

"La sinistra, e in particolare quella
massimalista,
propone di rendere
uguali il figlio del professionista
e il figlio dell'operaio"
(Berlusconi, 3 Aprile 2006)


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località
30 gennaio 2007
Alla periferia del sistema mondo: il loop da erith a old bexley
Ho comprato la guida con foto e cartine, la giacca "watertite", gli scarponcini in "goretex". mi sono svegliato alle sei di mattina di un martedì di gennaio e sono partito per il loop. il giro di londra in 15 tappe, nel verde della green belt sopravvissuto alle speculazioni edilizie suburbane.

Per rompere il ghiaccio mi faccio un double bubble, una tappa doppia: 16 miglia, da erith a petts wood. alle nove sono al molo di erith. dall'altra sponda si intravedono delle colline verdi. sono immondizia. anche a bolzano, la città inizia con rifiuti travestiti da colline. a nairobi, invece, sui rifiuti mascherati ci costruiscono le baraccopoli. a manila, infine, non si prendono nemmeno la brigha di nascondere la merda con l'erba: bastano i baraccati. oltre il molo, verso est, c'è una zona industriale, riciclano rottami, ferri arruginiti e carcasse d'auto. i tir scoreggiano per strade impolverate, asfaltate e sgarruppate.

poi, d'un botto, la città finisce. oltre ci sono le crayford marshes con i pony che pascolano e il vento che tira. il percorso continua a costeggiare il tamigi fino alla foce del darent. dalla diga in poi, seguo questo torrentello fangoso e merdoso. Cespugli, erba, paglia a destra e a sinistra. e le tante bandiere bianche e sporche di tutte le periferie del mondo. i sacchetti di plastica sventolano ovunque, nelle crayford marshes. il cielo è grigio e piovigginoso, il resto è taranto.

La periferia, quella vera, quella dopo le industrie, quella dove non c'è ancora un piano di sviluppo urbano e dove il comune non si preoccupa di dare un nome alle vie, è una sorta di cesso della civiltà. la melma dei rifiuti sgattaiola tra le pieghe delle città e si accumula lì. questo succede sia a livello locale che globale. la periferia è la parte sfigata del mondo che si becca gli scarti dell'industrializzazione senza poter godere di nessuno dei privielegi. la periferia del sistema mondo non è solo inquinata. il capitalismo frantuma le comunità tradizionali, spacca le famiglie. in cambio regala malattie, prostituzione e changaa.

lascio il darent per seguire il cray, tornando verso ovest. e qui il tanfo dei rifiuti si fa intenso. poco oltre dei container targati cina. e poi ritornano le case e il torrente si trasforma in una sorta di fogna a cielo aperto. dei cartelli ne illustrano la fauna: tra i mammiferi solo i ratti. sott'acqua invece i granchi asiatici stanno sloggiando gli autoctoni. penetrando nella suburbia londinese l'acqua migliora e oltre ai campi da calcio i giardini di hall place. sembrano quella della regina di cuori del paese delle meraviglie. subito dietro romba la superstrada. mi tocca attraversala. oltre per fortuna c'è solo bosco e oltre il bosco c'è una chiesa con uno strano tetto ottagonale.

sono a bexley. la prima tappa finisce qua, ma è ancora presto e decido di andare oltre, fino a petts wood.





permalink | inviato da il 30/1/2007 alle 21:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
CULTURA
29 gennaio 2007
Little Italy
MEMO to all the Staff:

It has been brought to our attention by several officials visiting our establishment in Rome that offensive language is commonly used by our Italian speaking staff. Such behaviour, in addition to violating our policy, is highly unprofessional and offensive to both visitors and staff.

All personnel will immediately adhere to the following rules:

1. Words like cazzo, porca puttana or mi sono rotto il cazzo and other such expressions will not be tolerated or used for emphasis or dramatic effect, no matter how heated a discussion may become.

2. You will not say ha fatto una cazzata when someone makes a mistake, or se lo stanno inculando if you see someone being reprimended, or che stronzata when a major mistake has been made. All forms and derivations of the verb cagare are utterly inappropriate and unacceptable in our environment.

3. No project manager, section head or administrator under any circumstances will be referred as figlio di puttana, coglione, testa di cazzo.

4. Lack of determination will not be referred to as mancanza di palle nor will persons who lack initiative be referred to as bradipo or cagone.

5. Unusual or creative ideas offered by the management are not to be referred as cagate mentali or idee del cazzo.

6. Do not say come rompe le palle nor ha rotto i coglioni if a person is persistent; do not add gli fa ancora male il culo if a colleague is going through a difficult situation. Furthermore, you must not say siamo nella merda (refer to item # 2) nor ci hanno aperti when a matter becomes excessively complicated.

7. When asking a someone to leave you alone,you must not say vattene affanculo nor should you ever substitute May I help you? With che cazzo vuoi?

8. Under no  circumstances should you ever call your elderly industrial partners vecchi stronzi.

9. Do not say me ne sbatto when a relevant project is presented to you, nor should you ever answer ciucciami il cazzo when your assistance is required.

10. You should never call partners as frocio or mignotta; the sexual behavior of our staff is not to be discussed in terms such as culattone or bagascia.

11. Last but not least, after reading a note please don't say mi ci pulisco il culo. Just keep it clean and dispose of it properly.

Thank you. Regards,

19 Bedford Row
London WC1R 4EB

Marco M. E.
Capital Markets Division



permalink | inviato da il 29/1/2007 alle 17:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
CULTURA
18 gennaio 2007
Fassino all'avanguardia, il Papa in retroguardia
Da quando ho smesso di studiare ho cominciato a leggere. E ora sto affrontando la lunga fila di libri in arretrato, alcuni in attesa di essere svogliati da un buon lustro. Tra questi c'è un libro di emanuele severino, filosofo. Il libro è "techne, alle radici della violenza". Severino ci parla un po' di tutto, dal compromesso storico alla relazioni internazionali durante la guerra fredda, all'impossibilità della fede e via discorrendo. Un pappone insopportabile, se non fosse per due corollari al succo del ragionamento interessanti e attuali per un testo scritto negli anni 70 e poi ripubblicato con poche modifiche ogni 5 anni per dimostrare che l'autore aveva ragione (?).

Il succo è che la storia dell'occidente è la storia della fede soppiantata gradualmente ma inesorabilmente dalla tecnica.

In quest'ottica va, ed è questo il primo corollario, inquadrata anche la fede comunista e la demistificazione tecnocratica socialdemocratica. In altre parole, la socialdemocrazia ha lasciato per strada gli ideali di una società utopistica per dedicarsi al migliorie di piccolo cabotaggio,  frutto di razionalità scientifica e  non di fantasie rivoluzionarie.

Tolteci le fettine di prosciutto dagli occhi, non possiamo non comprendere come il partito democratico, che gli idealil gli ha lasciati in soffitta e come punto primo ha le liberalizzazioni delle ferrovie (?) sia il traguardo ultimo di un percorso che lega con una sottile striscia rossa (o meglio rosa pallido pallido) bernstein & kautski a fassino & dalema. il partito democratico non è altro che un'avanguardia dell'inevitabile trionfo della tecnica e della civilità occidentale. e bersani e rutelli non possono che esserne i profeti, anzi no, pardon, i megafoni.

Il secondo corollario è che se la storia dell'occidente è quella roba nichilista che severino ci propone, in cui la tecnica soppianta la fede, quella cristiana compresa, la chiesa non può che stare contro l'occidente. Tutta la diatriba sulle radici cristiane dell'europa è, evidentemente, fumo negli occhi. L'arrosto, invece, è la battaglia contro la fecondazione artificiale e invenzioni affini. il papa, a quanto pare, concorda con severino nell'analisi, ma, invece di alzare bandiera bianca, si prepara alla sacra alleanza con l'islam (e, dopo la gaffe su maometto taglia teste, preti e mullah hanno ripreso ad andare d'amore e d'accordo).

Quelli che, invece, non hanno capito nulla sono ferrara, pera e tutti i teocon firmatari del manifesto per l'occidente. e, diciamocelo pure, la cosa non ci sorprende.




permalink | inviato da il 18/1/2007 alle 1:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
politica estera
12 gennaio 2007
Un nuovo approccio per la Somalia
La comunità internazionale non sa più che pesci pigliare, catturata dall'ossessione maniacale per il terrorismo internazionale, il riflesso pavloviano verso governi democratici fantoccio e i ripetuti immancabilmente fallimentari tentativi di state building. Sul bloggoverno, una analisi della situazione e una nuova strategia per la Somalia.



permalink | inviato da il 12/1/2007 alle 16:59 | Versione per la stampa
10 gennaio 2007
Amici.



permalink | inviato da il 10/1/2007 alle 20:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
POLITICA
3 gennaio 2007
La povertà è una malattia mentale
Uscito dal cinese con Niels, amico danese, architetto arruolato dai medici senza frontiere nella lotta contro il neoimperialismo delle potenze capitalistiche pubbliche e private occidentali, vediamo una ragazzina in tuta bianca e ombelico all'aria, orecchini a cerchio di 10 cm di diametro, cingomma in bocca, rotolini di ciccia che strabordano dai fianchi, dalle coscie e dal sedere. Urla come una disperata. Il suo tipo le risponde. Le gli grida nelle orecchie di andarsene a fanculo. Lui la tampina. Lei fa finta di allontanarsi. Poi si fa trattenere. Intanto strilla quasi allo stupro. Una giunone di colore esce dal ristorante preoccupata. Noi osserviamo. Lui l'aveva tradita. Lei non lo voleva più vedere, almeno per i prossimi 15 minuti. E ci teneva a farlo sapere al mondo. La preoccupazione per la privacy è, evidentemente, molto radical chic.

Sono brutte queste inglesi. Commenta Niels, schifato dalla scena. Certo. Aggiungo io. I poveri puzzano. La scena(ta) a cui avevamo assistito non è per nulla insolita in giro per londra. E' il sottoproletariato urbano che anche resiste alle glorie  del tatcherismo newlabourista. Sono i figli di chi vive di sussidi pubblici, in case comunali, non finisce la scuolà nè la formazione professionale. Sono i figli di chi divora sigarette sui polmoni dei figli, e si sbronza insieme a loro. E bestemmia e i piccoli bestemmiano con lui. Sono i poveri d'Inghilterra. E come tutti i poveri sono esseri sgradevoli e maleducati. Puzzano, appunto.

Il primo ministro, già laburista, ha appiccicato loro addosso anche una bella etichetta. Per legge, e pure in televisione, sono diventati gli Asbos, acronimo per comportamento antisociale. I poveri sono diventati devianti, turba psicologica. La povertà è diventata una malattia mentale.
Sono malati e colpevoli della loro malattia. Manco avessero l'aids. In un mondo dove gli impiegati vanno in giro in giacca e cravatta per confondersi agli analisti finanziari della borsa e dove tutti possono laurearsi, accedendo un comodo credito di 20mila e passa sterline in banca da ripagare nei successivi 20 anni, la povertà è qualcosa che il labour britannico spiega attraverso freud e affronta, come i tudor, con le poor laws. A londra ormai, di Marx c'è rimasta solo la tomba, e pure un po' bruttina.

Quello che, però, non riesco proprio a spiegarmi è come mai in occidente la miseria è roba da comportamento antisociale, mentre a nairobi è il frutto di un sistema sociale che non funziona e il fardello dell'uomo bianco.




permalink | inviato da il 3/1/2007 alle 21:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
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