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the fly

Little Fly,
Thy summer's play
My thoughtless hand
Has brushed away.

Am not I
A fly like thee?
Or art not thou
A man like me?

For I dance
And drink and sing,
Till some blind hand
Shall brush my wing.

If thought is life
And strength and breath,
And the want
Of thought is death,

Then am I
A happy fly,
If I live
Or if I die.

william blake

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"La sinistra, e in particolare quella
massimalista,
propone di rendere
uguali il figlio del professionista
e il figlio dell'operaio"
(Berlusconi, 3 Aprile 2006)


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6 maggio 2006
darfur: una pace troppo fragile, tra guerre civili e superpotenze affamate
ieri è stato firmato un accordo di pace tra il governo sudanese e uno dei gruppi ribelli del darfur, lo SLA/M. L'altro, il JEM, invece, rifiutano l'accordo. non si capisce come l'accordo, che prevede un disarmo bilaterale e maggiore autonomia per il darfur, possa reggere senza il supporto di tutte le formazioni ribelli. la cina sta dando una mano al sudan per destabilizzare il chad e gli usa chiudono due occhi perchè contano sull'aiuto dei servizi segreti sudanesi nella lotta contro il terrorismo globale. non si capisce come l'accordo possa reggere, in ogni caso.

speriamo che la pace tenga, ma le speranze sono ridotte. quello che sta succedendo in darfur e in chad è il sovrapporsi di tre guerre: la corsa al petrolio del chad tra occidente e cina, la campagna di arabizzazione del sahara africano rilanciata da Karthoum e la guerra civile tra i zaghawa. una pace sola non basta

visto che ci siamo, quello che sta succedendo in darfur non si capisce. i fatti assodati sono questi:

1) karthoum ha finora perseguito una coerente politica di arabizzazione del sudan periferico. dopo aver rinunciato alle ambizioni sul sudan meridionale, si è dedicata con maggiore alacrità ai suoi confini occidentali, al darfur, cioè. i famigerati janjaweed, banditi adeguatamente supportati dall'esercito regolare, stanno portato avanti una precisa politica di pulizia etnica. stime caute contano 200.000 vittime. altrettanti sono rifugiati in chad. gli internally displaced non si contano.
2) alla pulizia etnica, gli "africani", in particolare le tribù Masalit, Fur e Zaghawa, ha reagito formando due gruppi armati, che potevano ritirarsi in chad, contando sulla solidarietà etnica oltreconfine.
3) i janjaweed non si fanno scrupoli ad attraversare il confine, attacando le basi ribelli e i campi profughi.
4) intanto l'opposizione armata al governo del chad si rafforza e dal darfur lancia un attacco alla capitale N'djamena che viene fermato solo dall'intervento dell'esercito francese.

Qui finiscono le certezze e incominciano le speculazioni. le ipotesi più verosimili sono le seguenti:
5) karthoum è interessata a destabilizzare il chad per almeno tre ragioni: promuovere l'arabizzazione dell'africa sahariana, tagliare le gambe ai ribelli, fare un favore ai cinesi che puntano al petrolio scoperto 3 anni fa in chad e attualmente in mano alla esso.
6) la strategia di destabilizzazione si basa sui janjaweed e sul tentativo di cavalcare la ribellione interna del chad.
7) i suddetti ribelli sono divisi tra "arabi" e i "zaghawa". per un po' hanno collaborato, poi sono tornati a dividersi.
8) tra marzo e aprile sono stati arrestati da karthoum i due principali leaders del movimento ribelle arabo (rdl/anr). i motivi sono imperscrutabili. forse segnalano un cambio di strategia in seguito a pressioni americane o francesi. oppure si tratta di un ramoscello d'ulivo bene augurante per le trattative sul darfur. o, forse, si tratta solo di un diversivo.
9) invece, i zaghawa stanno conducendo una sorta di guerra civile. il presidente del chad Deby, pure lui un zaghawa, è sostenuto dai zaghawa del darfur, mentre quelli del chad puntano a fargli le scarpe.

la storia è intricata, ma non nuova. il chad ha quasi sempre goduto della protezione francese e subito colpi di stato che partivano dal darfur. inoltre la battaglia per l'arabizzazione di questa striscia di deserto va avanti da 40 anni, lanciata da gheddafi, prima, proseguita dal el bashar, il presidente sudanese, dopo. molto interessante è anche la storia del petrolio del chad e del relativo oleodotto verso il camerun.

l'oleodotto è stato costruito con i soldi della banca mondiale, la quale, in cambio, si è presa il controllo dei proventi petroliferi. la banca ha firmato un contratto con Deby, impegnando il governo ha spendere l'85% proventi in educazione, salute, agricoltura e infrastrutture. un altro 10% serve da fondo per le generazioni future. il resto per le spese correnti del governo. a dicembre il governo ha deciso di spendere qualche soldo più in spese militari. la banca ha subito congelato i soldi nel loro conto alla city bank di londra. scommetto che arriveranno ad un accordo.

in questo contesto, mi chiedo se karthoum sia veramente disposta a trattare. in pochi mesi le carte verranno scoperte. se la pace non dovesse fare breccia, le soluzioni non sono molte: finanziare SLA e JEM e fare pressioni diplomatiche su pechino. peccato che nessuno, al momento, sia intenzionato a metterle in pratica. finchè l'obiettivo dei francesi è di sostenere deby, quello degli americani di mantenere buoni rapporti con karthoum e quello dei cinesi di prendersi l'oleodotto della esso, le popolazioni del darfur non possono fare altro che scappare, mentre la cricca di elbashar può continuare a fare i porci comodi suoi.




permalink | inviato da il 6/5/2006 alle 2:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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