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the fly

Little Fly,
Thy summer's play
My thoughtless hand
Has brushed away.

Am not I
A fly like thee?
Or art not thou
A man like me?

For I dance
And drink and sing,
Till some blind hand
Shall brush my wing.

If thought is life
And strength and breath,
And the want
Of thought is death,

Then am I
A happy fly,
If I live
Or if I die.

william blake

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"La sinistra, e in particolare quella
massimalista,
propone di rendere
uguali il figlio del professionista
e il figlio dell'operaio"
(Berlusconi, 3 Aprile 2006)


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POLITICA
24 ottobre 2006
Darfur: un dibattito, alcuni retroscena, una polemica tra esperti, un sospetto e un appello
In un recente incontro al Frontline di Londra si è parlato di Darfur. Presentava Chris Cramer, professore della SOAS, poi c'erano un'analista dell'economist, Laura James, una giornalista di reuters, Nima Elbaghir, Andrew Stroehlein, dell'international crisis group e, soprattutto, Julie Flint. Il dibattito è stato misero e superficiale, si è parlato molto di corte penale internazionale e copertura mediatica ma non di economia di guerra ed equilibri internazionali. La sola cosa chiara è che di quello che sta succedendo in Darfur sappiamo troppo poco.

Solo Julie Flint è stata in grado di fornire qualche informazione nuova ed interessante. Julie, che ha seguito da vicino le trattative di pace insieme ad Alex De Waal, sostiene che il governo sudanese ha offerto parecchi denari ai ribelli per strappare un accordo, che sarebbe stato possibile se la comunità internazionale non avesse premuto per una conclusione troppo precipitosa. Questo spiega come mai De Waal stia insistendo tanto sull'effettiva possibilità di raggiungere un accordo, nonostante lo scetticismo di altri commentatori, come Gerard Prunier.

Purtroppo la pace non dipende solo dalla buona volontà, ma anche dall'equilibrio delle forze in campo. Quanto è costosa la soluzione militare per Karthoum? Quanto possono resistere i ribelli? E chi li finanzia? Se è vero quello che dice Flint (l'unica ad azzardare una risposta a questa domanda) i finanziamenti provengono esclusivamente dal Chad e dalla diaspora,  non scommetterei molto su un compromesso, tenendo anche conto del supporto americano e inglese al governo sudanese. Le cose cambierebbero se dietro i ribelli ci fosse una mano discreta del governo francese, amico dei sudanesi del sud e del presiedente del Chad. Ma al riguardo ci sono solo i miei sospetti.

Per chi la pensasse diversamente da me e avesse il plugin di flashplayer 7, qui c'è un appello di amnesty per il Darfur.





permalink | inviato da il 24/10/2006 alle 22:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
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