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the fly

Little Fly,
Thy summer's play
My thoughtless hand
Has brushed away.

Am not I
A fly like thee?
Or art not thou
A man like me?

For I dance
And drink and sing,
Till some blind hand
Shall brush my wing.

If thought is life
And strength and breath,
And the want
Of thought is death,

Then am I
A happy fly,
If I live
Or if I die.

william blake

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"La sinistra, e in particolare quella
massimalista,
propone di rendere
uguali il figlio del professionista
e il figlio dell'operaio"
(Berlusconi, 3 Aprile 2006)


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diari di viaggio
16 agosto 2007
Vietnam! Il loop da moor park a cockfoster
Nel pieno della stagione delle piogge. Aria umida e cupa. Esco dalla base di Moor Park e mi addentro nella giungla di Oxhley. Le braccia alzate, mitra sopra la testa, a sfuggire ortiche e piante carnivore. Ma la vegetazione è troppo fitta per scorgere le mine antiuomo. Oltre le paludi, le prime traccie dell'attività nemica: mezzi gommati e cingolati inceneriti e abbandonati ad arrugginire alla pioggia. Alla prima radura, un ennesimo lugubre segnale: sopra una carcassa di motocicletta, a penzolare dal ramo più alto, il cappio di una forca. Bastardi. E non passano due miglia che adocchiamo i fuochi del loro accampamento. Troppo rischioso attaccare. Silenziosi, li aggiriamo e passiamo oltre.

Oltre la foresta, svicoliamo nel cuore del territorio nemico: Pinnerwood farm, villa coloniale, e stalle per cavalli, che alle redini di ragazzine viziate e sovrappeso, rovinano i sentieri dei viandanti. Gip fatte saltare. Camionette coperte da liane e abitate da serpenti. Poi, oltre la giungle di Grym's Dike, protetta da mura e filo spinato, Bentley Priory. Da qui veniva comandata la Royal Airforce. E, sicuramente, ancora oggi, nascosti in qualche bunker, gli arcigni e bavosi generali della regina stanno pianificando qualche guerra aerea nucleare.

Avanziamo rapidi. Superiamo insediamenti umani, laghi e ci gettiamo in una feroce battaglia ad Elstree: scoperti sulla salita verso Scratch Wood, veniamo bombardati dagli strombazzamenti degli autocarri, avvelenati dalle marmitte di sportive e familiari. Auto a destra e sinistra. Una pioggia di suoni e fumi inquinanti, ma noi resistiamo, come conviene ai viandanti. In cima alla collina è vittoria, curviamo a sinistra e ci coccoliamo a riposare guardando il cielo tra l'erba alta. Un solo albero bruciato dal napalm a ricordarci che la guerra è vicina. Peggio. Inconsapevoli ci stiamo avvicinando alla  nostra Dien Bien Phu: la A1 ci impedisce il passaggio. Un impenetrabile fuoco di fila di macchine e camion sfreccianti. Dura più di un ora la ricerca di un passaggio e il ritorno al percorso, ma alla fine la nostra costanza è premiata, il traffico è aggirato e sconfitto. Lasciato alle spalle, davanti a noi c'è solo la collina di Moat Mount. La battaglia è stata tanto feroce che nessun fotoreporter è stato in grado di portare a casa i negativi.

Si sta facendo sera. I nostri scarponi hanno mangiato più di 20 km. Il passo si fa pesante, ma noi si tiene duro e High Barnet è ormai nel mirino. Oltre le case, autentica disfatta urbanistica, saliamo lentamente verso Hadley, dove la domenica di Pasqua 1471, durante la battaglia di Barnet, Warwick the Kingmaker  fu assassinato. Il resto lo lasciamo agli storici. Roba per storici è anche la magione di David Livingstone, nostro antenato spirituale, esploratore che si fece autenticamente carico del fardello dell'uomo bianco. Oltre casa Livingstone è una lunga sfilza di case storiche e di lusso. Ed è poco oltre Monken Hadely Common, che il sipario cala sul nostro Vietnam: ore 21.00, 35 km, Cockfoster.
 
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