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the fly

Little Fly,
Thy summer's play
My thoughtless hand
Has brushed away.

Am not I
A fly like thee?
Or art not thou
A man like me?

For I dance
And drink and sing,
Till some blind hand
Shall brush my wing.

If thought is life
And strength and breath,
And the want
Of thought is death,

Then am I
A happy fly,
If I live
Or if I die.

william blake

<

"La sinistra, e in particolare quella
massimalista,
propone di rendere
uguali il figlio del professionista
e il figlio dell'operaio"
(Berlusconi, 3 Aprile 2006)


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VIAGGI
17 luglio 2007
This is England: il loop da uxbridge a moor park
Una tappa di transizione, come quelle che si fanno al Tour: si abbandonano le grandi acque di Londra ovest e si mette piede nelle grandi foreste di Londra nord.

Verso Uxbridge si affollano nella metro orde di hooligans, con moglie e figli, proprio secondo l'uso barbarico, che si dirigono verso il Nuovo Wembley, per non so quale inutile partita di pallone. La metro viaggia pure all'aperto e mi regala, perfino una vista panoramica di questa sorta di cattedrale neopagana. Esco all'ultima fermata, dove i normanni se ne stanno incolonnati davanti alle biglietterie. La massima espressione di britannicità è, infatti, starsene in coda. Fanno la coda per tutto: la disco, il bancomat, l'autobus, per sport e per passione. Se, quindi, vi state facendo un giro turistico notturno per Manchester e venite addocchiati da un manipolo di skinheads, come questi, mettetevi in cosa davanti al primo fish&chips che trovate e magari vi salvate perfino la pelle.

Intanto, però, si parte dal pub lealista "La Corona e lo Scettro", a cui risponde pochi passi oltre quello giacobino "La Corona e il Trattato", che, secondo la mia guida, ospitò delle trattative tra il parlamento e Carlo I, che finirono esattamente come la più italiana delle bicamerali: con un nulla di fatto. Poi si costeggia il Grand Union Canal, fino a Hillingdon. Lì, con un sospiro di sollievo, curvo a sinistra e incomincio a salire. Tra canale e collina c'è anche una vecchia fabbrica di rame. Leggenda vuole che la cupola di San Paolo, la cattedrale dell'Inghilterra cattolica, venga proprio da lì. Oltre la collina, c'è la foresta. E' solo la prima, ma dopo la pioggia interminabile di quest'estate è più odorosa che mai.

I colori sono nascosti dalle nuvole, gli odori rimbalzano al ritmo delle gocce, dalle foglie e dall'erba, dalla terra e dalla corteggia in aria. I sapori lacustri, di alghe e pesci e libellule, svaniscono coperti dal legno bruciato e dai prati, dal fieno, dalla segatura e dai funghi e da ranuncoli. Non piove durante tutto il percorso ma l'atmosfera è carica di pioggia. L'acqua proprio non mi vuole abbandonare. Io, però, raggiungo Moor Park, attraverso un isolato di villoni, roba da filthy rich e terribilmente parvenues. La stazione è nascosta dal bosco e io lì mi imbuco.

VIAGGI
16 giugno 2007
Il trionfo della logistica: il loop da donkey wood a uxbridge
Non avevo mai pensato alla logistica come fenomeno sonoro. Eppure il loop qui è un vorticoso anticlimax musicale, un viaggio a ritroso nel tempo e nella tecnologia, un inno alla potenza della logistica e ai suoi innumerevoli volti.

Si parte da Heathrow. L'Aereoporto di Londra. Qui si parte per tutto il globo e si arriva da tutto il globo. Un atterraggio ogni 60 secondi. Un decollo ogni 60 secondi. Ma gli aerei prima di vederli, li senti, senti il loro rombo costante, alla velocità del suono. Non importa se sei immerso nel verde smeraldo e bucolico del Crane.

E non fa in tempo a svanire nella distanza che un altro fracasso emerge e cresce, mugugna e sfreccia, finchè non si spunta davanti alla barriera fisica e sonora dell'autostrada. Nascosta dietro una chiesa pezzata, la Motorway 4. E oltre l'autostrada, la superstrada con i camion che scorreggiano gasolio, e la rotonda che ti porta per mano sopra il Canale.

L'acqua attutisce i rumori. Prima quelli delle fabbriche, che stridono e cigolano, poi i cantieri che ansimano e battono martelli pneumatici. Anche la marijuana attutisce i rumori, e lungo il canale scendono i colletti bianchi e i colletti blu a godersi uno spliff, uno per ogni ponte e uno per ogni barca che passa.

E lungo il canale rimangono anche i cartelli di una rivoluzione fa, quando si trasportava il carbone, Londra Birmingham andata e ritorno. Ora si trasportano persone e idee e le idee si muovono silenziose nel segreto dei cavi e trasparenti come onde elettromagnetiche. Oltre le fabbriche e i cantieri, lungo il canale sono in agguato gli uffici. Ora gli chiamano business park, sono fatti di vetro e nelle forme orginali dell'architettura modera. Sono protetti dai campi da golf e segnalati solo dallo scrosciare soppresso di una fontana.

Un ponte, con una campata protesa verso gli aerei, e le autovetture tra i piedi, porta in cima ad una collina. Lo spettacolo da vedere sono i boeing di Heathrow, da cronometrare mangiando un panino. Infine il silenzio si fa serio. Solo gli uccelli. L'acqua ha vinto. Ormai è solo lei ad essere trasportata, sotto i ponti, ma anche sui ponti ad oltrepassare altra acqua: humor inglese dell'ingegneria.  E insieme all'acqua un relitto:  un pilone  che segnalava una barriera doganale.  Il trasporto del carbone, allora, bisognava pagarlo. Ora, invece,  le merci e i capitali sono  liberi di andare e venire ed è questa la testata d'angolo dell'Europa.

Poi i laghi di Little Britain (che sicuramente avrà qualcosa a che fare con la coppia di comici più iconoclasta dell'isola e, probabilmente, pure del continente), dove gli inglesi vanno a prendere il sole. La logistica assolve così al suo ultimo compito: portare la persone lontane da se stessa
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